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2’680 franchi per i profughi in Ticino

Quando tre anni fa il numero di profughi in arrivo in Svizzera è aumentato, Lara Robbiani Tognina voleva rendersi utile. «Volevo fare qualcosa per queste persone», afferma la ticinese. Ha cominciato a raccogliere vestiti e a distribuirli ai profughi.

Sono passati tre anni dalla grande ondata di profughi. L'attenzione dei media nel frattempo è diminuita. Ma per Lara Robbiani Tognina il lavoro non è calato. Anzi. Nell'autunno del 2016 ha fondato un'associazione, dando vita al progetto «Accoglienza migranti in Ticino».

Insieme a 50 volontari la ticinese distribuisce vestiti e altre donazioni materiali ai profughi. «La maggior parte di loro ha vissuto esperienze durissime durante il viaggio. Noi vogliamo rendere il loro arrivo in Svizzera un po' più piacevole.»

Dallo scorso novembre l'associazione si è trasferita in una casa a Bellinzona, che da quest'estate è aperta ai profughi una volta alla settimana. Possono ritirare gratuitamente vestiti, articoli per l'igiene personale e altro, frequentare un corso di italiano, danza o cucito, o semplicemente starsene seduti insieme e chiacchierare.

Il denaro raccolto dall'ideatrice del progetto mediante il crowdfunding confluirà nell'associazione. «Negli ultimi mesi siamo cresciuti molto», afferma. «L'onere amministrativo e i costi fissi, soprattutto per la casa, sono aumentati.»

Trovate tutta la storia su eroilocali.ch/profughi.

Fotografie: Anna-Tina Eberhard